Musica da indossare: tra neuroscienze e intelligenza artificiale - AMAT Lab

Musica da indossare: tra neuroscienze e intelligenza artificiale

Gianni

Come sarebbe sentire la musica con il proprio corpo e non solo con l’udito?
Come migliorarne l’accessibilità per renderla più inclusiva?

Una tavola rotonda a più voci per parlare di idee e prospettive per migliorare l’accessibilità alla musica e all’universo sonoro.

Sarà presentato un innovativo progetto di ricerca promosso da AMAT che mira a rendere la musica più inclusiva. L’obiettivo è realizzare un dispositivo tecnologico facilmente utilizzabile da tutti che, attraverso il principio della sostituzione sensoriale, sia in grado di trasmettere al cervello sensazioni legate all’universo dei suoni, con i relativi benefici psico-fisici.

La sfida è quella di abbattere il muro della sordità ma anche di esplorare a 360 gradi ogni possibilità di applicazione. Il progetto è attualmente in esecuzione all’interno dell’Ikigai Hub, il percorso di accelerazione per le imprese innovative di Fondazione MPS.
Molte le professionalità e i soggetti coinvolti da Amat tra cui l’azienda Incrementum Factory di Firenze, l’Università di Siena con il Fab Lab del Santa Chiara Lab, il Dipartimento di Scienze Sociali, Politiche e Cognitive e quello di Ingegneria dell’Informazione e Scienze Matematiche, il Conservatorio di Musica “Luigi Cherubini” di Firenze con il Dipartimento di Musica Elettronica e quello di Composizione.
Coordina la tavola rotonda la Prof. ssa Luana Paulesu.

In presenza in aula magna Accademia dei Fisiocritici con diretta sul canale YouTube: https://www.youtube.com/c/FisiocriticiSiena

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