Si è svolto mercoledì 14 ottobre, al Teatro dei Rozzi di Siena, L’ultimo canto, lo spettacolo conclusivo del “Viva Bastianini!” Festival 2026, dedicato in particolare agli studenti. Un appuntamento che ha proposto una nuova veste del lavoro teatrale firmato da Chiara Alivernini e Swan Bergman, con la regia di Vincenzo Bocciarelli, direttore dei Teatri di Siena, in scena insieme a Olimpia Marmoross, al baritono Claudio Mugnaini e al pianista Guglielmo Pianigiani.
Rispetto alla presentazione dello scorso anno, lo spettacolo si è rinnovato soprattutto sul piano visivo e multimediale, con il lavoro curato da Francesca Lazzeroni sulle proiezioni, sulle immagini e sul loro dialogo con la componente sonora. Un percorso di ricerca che ha contribuito a trasformare la rappresentazione in un’esperienza scenica più articolata, nella quale video, suggestioni grafiche, rumori ambientali ed effetti sonori accompagnano la narrazione, ne scandiscono il ritmo e ne amplificano le atmosfere. Un lavoro ancora aperto a possibili sviluppi, ma che ha già arricchito la messa in scena, rendendola capace di sollecitare l’attenzione del pubblico giovane attraverso linguaggi espressivi differenti.
La regia di Bocciarelli ha guidato il racconto con un’impostazione originale, sostenuta dalle interpretazioni dello stesso Bocciarelli e di Marmoross, capaci di restituire le diverse sfumature emotive dei personaggi. La vicenda di Ettore Bastianini si è così sviluppata tra memoria, fragilità e identità, attraverso un intreccio di parola, musica e immagini che ha dato forma a un viaggio nella dimensione più intima dell’artista.
Particolarmente interessante è il richiamo della regia alle atmosfere del radioromanzo degli anni sessanta del ‘900, periodo nel quale è ambientata la vicenda, rilette attraverso una sensibilità contemporanea. La costruzione sonora, fatta di voci, silenzi, rumori e ambienti evocati, ha richiamato per certi aspetti anche le possibilità narrative dei podcast di oggi: un modo di raccontare che affida all’ascolto e all’immaginazione un ruolo centrale, integrandoli con il linguaggio visivo del teatro contemporaneo. L’alternanza di questi elementi ha contribuito a mantenere viva la curiosità degli studenti, offrendo loro diversi punti di accesso alla storia personale e artistica del grande baritono senese.
Al centro rimane la figura di Ettore Bastianini, interprete dalla voce inconfondibile e dalla sensibilità ancora capace di parlare al presente. Riscoprirlo oggi significa anche interrogarsi su come il mondo della lirica possa dialogare con le nuove generazioni, superando la distanza che talvolta separa il pubblico più giovane da una tradizione musicale di straordinario valore. La sua vicenda dimostra come talento, ambizione, fragilità e ricerca della propria identità siano temi senza tempo, capaci di attraversare epoche e linguaggi diversi.
L’iniziativa conferma inoltre il valore del lavoro portato avanti dal Comune di Siena, Amat e da tutto il Comitato Viva Bastianini! nel percorso di riscoperta della figura di Ettore Bastianini. Un progetto che non si limita alla memoria del grande cantante, ma punta a rimetterne in circolo l’eredità culturale, creando nuove occasioni di incontro tra il patrimonio lirico della città e il pubblico di oggi.
Proprio in questa direzione si inserisce il percorso avviato con gli studenti, destinato a proseguire anche nel 2027 con un coinvolgimento attivo nelle iniziative del progetto Bastianini e nelle attività legate al concorso.
L’obiettivo è avvicinare le nuove generazioni come interlocutrici capaci di esprimere giudizi, sensibilità e preferenze: capire cosa emoziona, cosa arriva davvero e quali linguaggi riescono a creare una connessione con il pubblico contemporaneo. Perché una tradizione musicale possa continuare a vivere, è importante che anche i giovani possano riconoscersi in essa, sentirla vicina e contribuire a definirne il futuro.
Nel nome di Ettore Bastianini, artista che continua a parlare al presente, il progetto guarda così oltre la celebrazione del passato, trasformando la memoria in un’occasione concreta e attuale di partecipazione, ascolto e dialogo tra generazioni.